Tonia Capriello  | f o t o g r a f i a |

Gallery: ATTESA

Ero in una Parigi fredda, ma diversa ai miei occhi,
il vento mi abbracciava continuamente il volto,
i colori magici autunnali che avvolgevano la Senna mi riempivano lo stomaco di formicolii.
Mi dirigo da sola verso il Grand Palais per la mostra di Edward Hopper. 
Dopo molte ore passate ad incantarmi guardando le sue opere, decido di vedermi anche la mostra Bohemes
che non era nei mie programmi prima di atterrare in città.
La mostra ricca di suoni e di atmosfere diverse per ogni stanza, mi porta per obbligo in una stanza, dove c'erano dei tavoli
centrali con delle sedie e dei lampadari che scendevano ad altezza di essere umano da fare una luce intima e calda.
Mi siedo per riposare. Agli altri tavoli c'erano diverse persone che chiacchieravano fra di loro.
Mi accorgo che in quella stanza ci sta anche Van Gogh e subito vicino Picasso.
Mentre ero quasi decisa ad alzarmi alla mia destra noto una donna che guarda alla sua destra ed ecco "la Madeleine", quella di Ramon Casas.
Mi sono dovuta sedere di nuovo. Ho iniziato a pensare chi è Ramon Casas? Non ne ho mai sentito parlare, né letto niente nella mia folle ignoranza.
Così di botto nella mia solita veemenza inutile, invio un sms alla mia amica Serena e le dico " mi sono innamorata cxxxx , ma chi è Ramon Casas? " 
Ho visto tante cose in quei giorni anche il Paris Photo, ma non speravo in un incontro così fulminante.
La Madeleine mi ha colpito più di tutto il resto.
Ramon ha scelto di dare profondità alle spalle della donna dipingendo un interno di un bar dietro un vetro.
Quella donna sola con un sigaro alla mano, sola ma non così tanto c'era il suo drink a pochi centimetri dell'altra mano,
con lo sguardo rivolto altrove come in attesa, sì attende, mentre alle sue spalle dietro il vetro, 
si intravedono persone che chiaramente passano il loro tempo in compagnia 
tra cui una donna con cappello e in fondo un punto straordinario di luce, che a me è sembrata una finestra che sbuca all'altro lato del bar.
Madeleine ma chi stai aspettando fuori a questo bar da sola senza cappello, con il tuo drink, con il tuo sigaro in mano?
La domanda come sappiamo l'ho fatto a me stessa, come sicuramente Ramon l'ha fatta a se stesso dopo aver completato questo capolavoro.
L'attesa di Ramon mi attendeva e non è solo un gioco di parole. Tornata dopo due giorni a Napoli, ho scaricato le schede delle due macchine che avevo portato con me.
In una c'erano solo video e nell'altra credevo di trovare qualche foto di Parigi, invece non mi sono accorta che il tempo per scattare non l'avevo avuto ed ho trovato solo
4 foto fra cui quella fatta alla Madeleine di Ramon.
Il giorno dopo mi aspettavano Yvonne e Natascia per uno shooting programmato qualche settimana prima.
Ho fatto una foto con chiarissimi riferimenti alla Madeleine, senza presunzione ed abbassando sicuramente lo sguardo ogni volta che lo dirò.
Così ora Natascia ( la donna ritratta nella mia foto ) mi domanda in modo muto ogni volta: Tonia ma tu a chi stai aspettando?
Natascia alle spalle ha un parato dipinto a mano che raffigura una battaglia napoleonica, diciamo una parete di un palazzo che mi stava aspettando da un anno
per essere fotografato. 
Così sono venute fuori delle foto a gemmazione spontanea alle quali ho voluto dare come nome " l'attesa " poiché in Francia mi aspettava un incontro coinvolgente
ed in Italia mi aspettava una battaglia napoleonica con lo sguardo dietro alla mia macchina.
Non sto a continuare a scrivere, chi mi conosce sa che non possiedo la sintesi, però era necessario che io mi ricordassi e raccontassi come a volte gli occhi di un 
dipinto ti possono scavare dentro e farti compagnia per giorni fino a quando non fanno uscire per esigenza in una forma espressiva qualsiasi un'emozione
da mantenere e conservare con cura.

Tonia Capriello © novembre 2012